Comunicato stampa

 

Sovramonte, 28 luglio 2007

Alle redazioni dei giornali.

COMUNICATO STAMPA

L’azione intrapresa oggi è la ferma volontà della gente sovramontina di dar seguito all’esito della scelta referendaria.
Dall’otto maggio il decreto legge è fermo alla prima Commissione Affari Costituzionali del Camera e questo ritardo è già sintomo di una politica che non sa dare risposte alle comunità, di una politica che sembra dimenticare che i suoi rappresentanti sono eletti dal popolo a maggioranza come il SI al passaggio alla Provincia Autonoma di Trento è il frutto del 95% degli elettori.
Nelle sedute del 17 e 18 luglio appare chiaramente che la I Commissione Affari Costituzionali vuole applicare pesi e misure diversi ai decreti legge sul cambio di regione ad oggi depositati alla Camera e al Senato. Al presidente della Commissione Luciano Violante ricordiamo che la legge è uguale per tutti e che non ci sono figli e figliastri.
Rinnoviamo poi al presidente Violante l’invito a venire a Sovramonte oppure dare udienza al Comitato per ascoltare le ragioni del nostro plebiscito.
E’ una scelta di non ritorno che parte dagli stessi presupposti dell’intesa, firmata pochi giorni fa a Recoaro, tra la Regione Veneto e la Provincia Autonoma di Trento nella quale si sottolineano chiaramente gli aspetti particolari e di condivisione culturale delle zone di confine.

Quella di appendere lo striscione nel momento di massimo afflusso turistico vuole essere un segnale forte che raggiunga il maggior numero di persone possibili affinché si sproni il Parlamento a dar corso alla volontà popolare senza lungaggini burocratiche contro l’indifferenza della Regione Veneto e contro le divisioni della politica bellunese.
È la prima delle iniziative eclatanti che il Comitato sta programmando, non si vuole che l’istanza referendaria cada nel dimenticatoio o vada affossata da qualche sotterfugio al quale siamo abituati.
Non si può più accettare di essere bistrattati o accusati di egoismo, i Sovramontini hanno fatto una scelta prevista dalla Costituzione e noi difenderemo quella scelta fino all’esito positivo della procedura.
La politica conosce le nostre istanze e decide di dar seguito positivamente alla richiesta oppure gioca di ricatti e minacce e insabbia tutto.
La seconda opzione sarebbe l’ennesima e palese dimostrazione che chi siede in Consiglio regionale o in Parlamento bada solo ai suoi interessi o a quelli di parte.
A quel punto non si parli più di un’ITALIA DEMOCRATICA!

Ai piccoli comuni di montagna chiediamo di sostenere e approvare la battaglia di Lamon e Sovramonte perché solo la loro aggregazione al Trentino darà la scossa per ripensare il rapporto tra potere e territorio, per dare dignità a quei veri paesi montanari disagiati che per il loro scarso potere elettorale non possono incidere sulla classe politica. La vittoria di Lamon e Sovramonte è la riscossa di tante comunità d’altura che sono allo stremo e che nel rispetto della Costituzione hanno deciso che i loro territori siano naturalmente uniti a quella valle di Cismon alla quale appartengono, una valle che inizia a Passo Cereda e si chiude a Pedesalto.

Il comitato referendario “Sovramonte in Trentino”

presso Reato Giovanni
via Monumento
Sorriva di Sovramonte
32030 Bl
Cell. 3288553478

18 aprile 2007

 

COMITATO “ SOVRAMONTE IN TRENTINO”

Lettera aperta all’Illustrissimo Ministro degli Interni Giuliano AMATO.

Signor Ministro abbiamo ancora i soldi per pagarci i ticket!

L ’8 e il 9 Ottobre 2006 la Comunita’ Sovramontina ha deciso con il 95% dei SI di passare dalla Regione Veneto alla Provincia Autonoma di Trento. Il Referendum e’ previsto da quella carta Costituzionale sulla quale si basa la vita Democratica della nostra Nazione.
In primavera poi la Corte Costituzionale ha bloccato il ricorso della Regione Valle d’Aosta sostenendo in sintesi che le Regioni sono tutte uguali, non ci sono enti di serie A e B, quindi non c’e’ nessuna preclusione perche’ un comune passi da una regione a statuto ordinario ad una a statuto speciale.
Detto cio’ ci sembra opportuno sottolineare quanto la sua affermazione, apparsa sui quotidiani di domenica 15 aprile, sia inopportuna e denigrante per una comunita’che democraticamente e costituzionalmente ha scelto che il suo territorio sia riunito a quell’unica entita’, che e’ la valle di Primiero, che va da passo Cereda (TN) e si chiude naturalmente a Pedesalto (BL).
Una valle, questa, che condivide la stessa cultura, che per secoli ha avuto scambi economici e lavorativi e che dal 2004 fa parte di un’unica societa’ municipalizzata che produce energia ed eroga servizi anticipando cosi’ una possibile unificazione.
Signor Ministro lei ci ha offeso pesantemente legando tutto ad un puro fattore economico, banalizzando il problema che va ben al di la’ di qualche milione di euro.
Noi abbiamo scelto il nostro futuro di sviluppo legati all’unica zona che ce lo puo’ permettere, noi non abbiamo bisogno di soldi ma delle leggi che il Trentino ci puo’ garantire.
Non ci vengano a parlare di IDENTITA’ quando per mantenere il nostro territorio i nostri padri hanno dovuto girare il mondo per lavorare.
Quale IDENTITA’ ci potra’ essere a Sovramonte se da qui a trent’anni non ci saranno piu’ i suoi abitanti?
Signor Ministro invece di banalizzare il problema si impegni affinche’ il disegno di legge di Sovramonte affretti il suo corso e sia discusso in Parlamento, si impegni affinche’ la Democrazia sia rispettata e si impegni a venire a Sovramonte e dopo capira’ che non e’ solo questione di ticket gratuito.

Il Comitato Sovramonte in Trentino
Per il comitato Reato Giovani

 

 

3 ottobre 2006

 

Il comitato per il SI al referendum “Sovramonte in Trentino “ desidera, con quest’ultimo comunicato, invitare tutti i Sovramontini a votare SI sottolineando di nuovo e con forza che questa e’ un’occasione storica che mai piu’ si ripresentera’.
Il SI al referendum non e’ una scelta egoistica o esclusivamente economica, come si legge in questi giorni nei quotidiani, ma solo LA VOLONTA’ DI POTER FAR VIVERE LA MONTAGNA DEBOLE.
Con il SI si esprime il legame verso un territorio, verso i nostri piccoli paesi , verso una tradizione e una cultura fatta di fatica e di sacrificio, troppo spesso piegati da logiche di soli numeri
Noi cittadini di Sovramonte abbiamo nelle nostre mani il nostro futuro.
Dopo anni di parole e solo parole finalmente il nostro SI potrebbe essere l’unica cosa concreta, la manifestazione che noi montanari di Sovramonte vogliamo continuare a vivere orgogliosamente qui con DIGNITA’: questa cerchiamo, la DIGNITA’, il diritto di abitare nel Sovramontino con servizi ed infrastrutture adeguate.
Vogliamo che i nostri figli e i nostri nipoti continuino a rimanere a Sovramonte e questo piu’ di tutto dovrebbe spingerci a votare SI al di la’ delle differenze ideologiche, politiche e personali che ci possono solo dividere.
Ci sembra doveroso ringraziare tutti i Sovramontini che ci hanno accolto con ospitalita’ nelle loro case e che hanno partecipato alle nostre riunioni per ascoltare le motivazioni referendarie.
Un grazie agli emigranti che hanno scelto di condividere le motivazioni del SI, il loro voto sara’ sicuramente decisivo.
Infine un ringraziamento ai corrispondenti locali de “IL GAZZETTINO” e “IL CORRIERE DELLE ALPI” per la sempre corretta informazione.
A noi SOVRAMONTINI spetta la scelta, senza paura, senza retorica e senza facili illusioni, di essere, per una volta, artefici del nostro futuro.

Sovramonte 03.10.2006
Il comitato